I conti di Raffaele Lombardo

Povero Raffaele Lombardo. Non ci bastavano due inchieste per mafia. Non ci bastavano gli insulti dell’opposizione e le recriminazioni dei suoi ex alleati. Ieri sera, allo spericolato governatore della Sicilia è stata anche notificata una lettera con la quale il presidente del Consiglio gli chiede conto e ragione di un bilancio che, secondo gli esperti, presenterebbe un buco di oltre venti miliardi. Mario Monti parla di “gravi preoccupazioni per un rischio default”, e così parlando lascia chiaramente capire che se non arriveranno le adeguate rassicurazioni, il governo potrà anche commissariare la Sicilia.
9 AGO 20
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Povero Raffaele Lombardo. Non ci bastavano due inchieste per mafia. Non ci bastavano gli insulti dell’opposizione e le recriminazioni dei suoi ex alleati. Ieri sera, allo spericolato governatore della Sicilia è stata anche notificata una lettera con la quale il presidente del Consiglio gli chiede conto e ragione di un bilancio che, secondo gli esperti, presenterebbe un buco di oltre venti miliardi. Mario Monti parla di “gravi preoccupazioni per un rischio default”, e così parlando lascia chiaramente capire che se non arriveranno le adeguate rassicurazioni, il governo potrà anche commissariare la Sicilia, azzerando di fatto quell’autonomia regionale che, negli ultimi anni – stando alla denuncia di Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria – è servita da paravento per una deriva clientelare non più sostenibile. Basti pensare che Lombardo, ormai privo di una maggioranza, si dedica quasi esclusivamente alle nomine di sottogoverno, dalle Asl alle società partecipate. In dieci giorni ha piazzato più di cento fedelissimi, scelti quasi tutti all’interno del Mpa, il partitino di cui è padre padrone. E lo ha fatto con tale foga che, a un certo punto, si è impappinato e ha assegnato un incarico a un amico che però non ha potuto accettare: al momento della momina era in carcere per un storiaccia di stalking.
Povero don Raffaele. In quattro anni ha impapocchiato le alleanze più azzardate, ha pasticciato con i bilanci ed è riuscito a sfornare oltre cinque governi. Altro che stabilità. Credeva di potere ancora resistere, anche a dispetto delle pesanti accuse formulate a suo carico dalla procura antimafia di Catania. La lettera di Monti lo costringerà a fare quantomeno i conti con la decenza.